Sono nato a Napoli nel 1972, in una famiglia giovane e proletaria, in un quartiere operaio cresciuto all’ombra di una grande fabbrica siderurgica. Alla nascita ho riportato una lesione cerebrale che mi ha lasciato una disabilità motoria permanente, mentre le facoltà intellettive sono rimaste intatte.
Ho imparato a leggere e scrivere molto presto, prima ancora di riuscire a reggermi in piedi. La scrittura è stata fin da subito un modo per stare al mondo. Da bambino, quando non c’era nessuno a trascrivere il mio dettato, scrivevo accovacciato sul pavimento, stringendo la penna con entrambe le mani. Era faticoso, doloroso, ma necessario. Avevo dieci anni quando completai la mia prima storia e capii che scrivere non sarebbe mai stato solo un passatempo.
Per questo, quasi naturalmente, mi sono diplomato in informatica. Non per vocazione tecnica, ma per bisogno. Il computer era il mezzo che mi consentiva di restare nella scrittura, di non esserne escluso. Eppure, pur acquisendo competenze tecniche solide, ho sempre sentito di appartenere alle materie umanistiche: alla parola, al pensiero sociale, alla narrazione.
La disabilità motoria ha reso da subito complicato il rapporto con la scrittura manuale. Per anni ho scritto in condizioni precarie, adattandomi a strumenti pensati per altri corpi. L’incontro con il computer non è stato una scelta, ma una necessità: uno strumento che mi permetteva finalmente di scrivere in autonomia, con continuità, senza dipendere da qualcuno che trascrivesse per me.
Dopo il diploma ho quindi scelto di iscrivermi a Sociologia, tornando a ciò che sentivo più mio. Quella scelta non ha cancellato il percorso tecnico, lo ha completato. Le competenze informatiche, inizialmente strumentali, sono diventate nel tempo un patrimonio prezioso: prima con la nascita di Internet, poi con il web come spazio di espressione e di lavoro, oggi con l’intelligenza artificiale come nuovo terreno di sperimentazione narrativa.
Tecnologia e scrittura, per me, non sono mai state mondi separati. La prima mi ha permesso di accedere alla seconda; la seconda ha dato senso alla prima.
Nel 2005 alcuni miei articoli sono stati pubblicati sull’edizione napoletana di Repubblica. Da uno di quei testi è nato un romanzo, All’ombra della grande fabbrica pubblicato nel 2009, che ha ricevuto attenzione da parte della critica e del pubblico. Negli anni successivi ho continuato a scrivere narrativa e poesia, partecipando a concorsi letterari e ottenendo riconoscimenti in entrambi gli ambiti. Nel 2016 una parte dei miei testi poetici è confluita in una raccolta, I versi della carrozzella.
Parallelamente ho portato avanti l’attività giornalistica, collaborando con diverse testate e conseguendo il tesserino di giornalista pubblicista. Dal 2013 sono tra gli organizzatori del premio “La guerra di tutti”, dedicato alla memoria di Lino Romano e di tutte le vittime innocenti della camorra, esperienza da cui sono nati anche progetti narrativi e audiovisivi.
Negli ultimi anni ho iniziato a sperimentare nuove forme espressive, unendo scrittura, musica e intelligenza artificiale. Nel 2025 ho pubblicato una serie di canzoni e videoclip originali all’interno del progetto Gemo AI Project.
Attualmente lavoro a un nuovo romanzo (Diversamente erotici), a una raccolta di racconti e a un album musicale realizzato con il supporto dell’intelligenza artificiale.
Scrivo storie vere: di persone, di città, di ferite e di rinascite.
