Matteo Salvini e quella promessa ai disabili non mantenuta

La delegazione di Tutti a scuola in attesa di Matteo Salvini

Era gennaio 2019 e Matteo Salvini, all’epoca ministro degli Interni e vicepresidente del Consiglio, dichiarava che la Lega non avrebbe sostenuto il Reddito di Cittadinanza in assenza di un provvedimento in favore dei disabili. In particolare, si ventilava un aumento delle pensioni d’inabilità e di aiuti alle famiglie con disabili a carico. Poi sappiamo tutti come sono andate le cose: il sostegno in favore delle fasce più povere è stato approvato, mentre i disabili sono stati dimenticati.

A più di un anno di distanza lo stesso Matteo Salvini, in visita in un centro di Napoli per la cura di bambini e adulti con #disabilità, sembra un alieno venuto da un altro pianeta. E non si spiega perché ci sia stato bisogno di un massiccio schieramento di forze dell’ordine per arginare una fantomatica contestazione contro di lui.

Infatti, nei pressi del Giffas, il centro di Bagnoli creato anni fa dagli operai dell’Italsider per prendersi cura dei loro figli con problemi psico-fisici, c’è una delegazione dell’associazione Tutti a scuola che vuole solo incontrare il leader della Lega. L’intento è di chiedergli perché il suo governo non abbia mantenuto le promesse fatte prima in campagna elettorale. E poi ripetute nei mesi successivi l’insediamento dell’esecutivo giallo-verde. Ma lui elude il confronto, denunciando che il gestore del centro ha ricevuto gravi minacce per averlo invitato a visitare la struttura di viale Cavalleggeri d’Aosta.

Matteo Salvini non incontra l’associazione dei disabili

Eppure la delegazione di Tutti a scuola, associazione che da anni si batte per la difesa dei diritti dei disabili, non era lì per contestare. Lo dice chiaramente il suo presidente Toni Nocchetti: «Siamo qua perché vorremmo fare delle domande a Salvini – dichiara a Il Mattino –. Vorremmo chiedergli come mai con il governo, di cui lui era vice premier, c’è stato un taglio di un miliardo e 280 milioni ai fondi per l’inclusione scolastica».

E prosegue: «Vorremmo chiedergli perché con il governo, di cui lui era ministro degli Interni, non è stato stanziato un euro in più per il fondo per le non autosufficienze. Perché la legge sul “Dopo di noi” è in un cassetto, perché di quella sui “Caregiver” non c’è più traccia in Parlamento. Vorremmo anche chiedergli come mai, in un governo in cui esisteva un ministro della disabilità, che era della Lega, questo ministro è passato alla storia per non aver fatto nulla».

La politica non vede i disabili e non gli dà risposte

Queste domande Matteo Salvini non le ha nemmeno ascoltate. Però si è detto stupito di trovare addirittura una camionetta della polizia pronta ad aprire gli idranti contro i minacciosi contestatori. Del resto sono anni che Nocchetti e la sua associazione da Napoli cercano di parlare alla politica locale e nazionale affinché ascolti le istanze dei #disabili e delle loro famiglie perché metta in campo azioni concrete per risolverne i problemi.

E il leader leghista non è certo il primo politico che, in campagna elettorale, si mostra attento alle problematiche della disabilità, assicura il suo impegno per risolverle, ma una volta al governo dimentica le promesse fatte a chi aveva riposto in lui le migliori speranze. Tutto già visto, non ce ne meravigliamo neanche più. Ma almeno vorremmo che Salvini e gli altri la smettessero di sfruttare il nostro dolore e la nostra fatica per costruirci una vita dignitosa, nonostante la loro cecità, per ottenere una mera visibilità in vista del prossimo appuntamento elettorale. E magari ci piacerebbe che chi si batte per i nostri diritti, se proprio non lo si vuole ascoltare, almeno non passasse per un facinoroso contestatore. Insomma, i politici possono anche non vedere i disabili, ma abbiano perlomeno la decenza di non prenderli per il culo.

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