Il diritto dei disabili allo studio a Napoli è un miraggio

Toni Nocchetti con Marisa, la madre di Gaia a cui è negato il diritto dei disabili allo studio

Il diritto dei disabili allo studio a #Napoli, ma un po’ in tutto il sud, è costantemente disatteso. In primo luogo, perché nelle scuole mancano gli insegnanti di sostegno. E poi per la carenza di assistenti materiali, ovvero personale che aiuti lo studente con problemi pisco-fisici ad andare in bagno, mangiare uno spuntino o cose del genere. Tutte funzioni delegate al genitore, che è costretto a restare nei pressi nella scuola del figlio per intervenire nel momento del bisogno. Ma in molti casi si supplisce a questa defezione grazie all’aiuto dei bidelli, dei compagni di classe o degli stessi insegnanti, di ruolo o di sostegno che siano.

Ma il diritto dei disabili allo studio viene calpestato anche quando il Comune o la Regione non riescono a garantire a questi cittadini un adeguato servizio di trasporto scolastico. In questo caso bambini e bambine, ragazze e ragazzi sono costretti a starsene a casa. Ed è proprio lì che comincia l’emarginazione e la solitudine morde l’anima nell’attesa che qualcuno venga a prenderti per portarti a scuola.

Tutti a scuola difende diritto dei disabili allo studio

In questo scenario, soprattutto a Napoli, è fondamentale la presenza di un’associazione come Tutti a scuola. Si tratta di un’organizzazione molto agguerrita che da anni si batte per difendere il diritto dei disabili allo studio, ma non solo. Guidata dal battagliero Toni Nocchetti, Tutti a scuola denuncia i casi in cui c’è una palese violazione di questo diritto costituzionale.

Ma Tutti a scuola promuove e realizza anche iniziative che favoriscono l’integrazione tra le persone con disabilità e quelle normodotate. È il caso ad esempio di Giochi senza barriere, diventato un appuntamento fisso nell’estate napoletana.

Gaia aspetta il trasporto scolastico

L’obiettivo principale dell’associazione, però, è quello di assicurare ai bambini e ai ragazzi con #disabilità di frequentare correttamente la scuola. Per questo Toni Nocchetti, anche grazie ai social network, spesso si fa portavoce di piccoli e grandi disagi che vivono gli alunni diversamente abili e le loro famiglie.

L’ultimo caso denunciato in ordine di tempo è quello di Gaia, 18enne affetta da tetraparesi spastica. Dalla scorsa estate la ragazza attende il trasporto scolastico, ma nel frattempo a scuola ce la porta la madre. La donna, 63enne, ogni mattina è costretta a spingere la carrozzina della figlia lungo il tragitto di quasi un chilometro che divide casa da scuola. In una zona, quella dei Colli Aminei, dove le strade sono tutte in salita o in discesa, Marisa fa una fatica incredibile per portare la figlia in classe e poi riprenderla, come ha raccontato al Mattino.

Una situazione insostenibile per cui Antonio Nocchetti ha lanciato diversi appelli. Richiami a cui ha risposto l’assessore al welfare del Comune di Napoli, Monica Buonanno, spiegando che nel capoluogo partenopeo a tutti gli alunni delle scuole elementari e medie che ne hanno fatto richiesta è assicurato il trasporto scolastico. Solo che Gaia frequenta le superiori e a lei dovrebbe provvedere la Regione. E Palazzo Santa Lucia per risolvere il problema offre un contributo economico che la signora Marisa dovrebbe usare per accompagnare la figlia a scuola tramite trasporto privato. Ma la donna è stanca e chiede che le istituzioni si facciano carico direttamente della situazione di Gaia.

Così ieri Toni Nocchetti ha lanciato un nuovo appello per chiedere alle istituzioni cittadine di fermare il consueto scaricabarile e dare delle risposte a Gaia a cui vanno presentate le dovute scuse. Infatti, quando siamo già a metà anno scolastico, la ragazza deve ancora affidarsi alle braccia della mamma per andare a scuola. Storia di ordinario disagio che capitano a Napoli, dove il diritto dei disabili allo studio è un miraggio.

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