La mia passione per la musica

La mia passione per la musica
La mia passione per la musica

Delle mie più grandi passioni, la musica è quella che non posso praticare. Ne avessi avuto la possibilità, probabilmente sarei diventato un cantautore. Ritengo che la canzone sia la forma d’arte più diretta che ci sia, quella che arriva a chiunque, senza distinzione d’età, di sesso, di estrazione sociale o culturale. Una canzone può essere ascoltata da tutti e ognuno può darne la propria interpretazione.

Le mie incursioni nella musica

Anche se le mie condizioni fisiche non mi hanno permesso diventare un musicista o un interprete, ho sempre cercato di entrare nel mondo delle sette note in qualche modo. Così ho scritto diversi testi e qualche amico ne ha musicato qualcuno, incidendo le canzoni che ne erano venute fuori. Così sono nate “La fabbrica” delle Delirious Luminal, “L’amore che non ero” dei Knockout e “Gennaro” (titolo provvisorio) dei Sula Ventrebianco.

È un’esperienza magnifica ascoltare le proprie parole viaggiare sulla musica e andare di bocca in bocca, sentirle cantare anche da chi non ti conosce. Un modo per scoprire cosa prova chi sta su un palco e condivide i propri sogni e le proprie emozioni con il suo pubblico, ovviamente con le debite proporzioni.

Io e i miei amici musicisti

La mia passione per la musica naturalmente mi ha portato a frequentare moltissimi concerti e festival. E in questo modo ho conosciuto tanti artisti, soprattutto della scena underground partenopea. Con alcuni di loro è nata anche un’amicizia e con qualcuno sono sorte delle occasioni di collaborazione, più o meno concrete. Ad esempio, il cantautore Francesco Di Bella ha firmato la prefazione al mio libro di poesie “I versi della carrozzella”, mentre Dario Sansone dei Foja si è offerto di disegnare la copertina del mio prossimo libro. Ma il sogno più grande sarebbe essere l’autore del testo di una loro canzone nel prossimo futuro.