A volte succede che vuoi far il giornalista, ma sei disabile e non puoi andar in giro per la città a cercarti le storie da raccontare. Allora provi a scrivere ciò che accade a te e ai tuoi amici e conoscenti, cose che hanno a che fare con l’attualità, ma la raccontano da un’altra angolazione.
Poi, a volte succede che da uno di quegli articoli ne nasca un racconto e poi un libro. Allora pensi che forse hai svoltato, che hai trovato la tua strada, ma l’editore ti dice che ne hanno venduto solo 300 copie. In questi casi può succedere che, incosciamente, tu getta la spugna per tornare al tuo quotidiano. Ma dentro la voglia di raccontare ti resta perchè è la tua natura e non puoi sfuggirla.
Allora succede che una tua amica venga a confidarti il suo sconforto per una vicenda di dolore e ingiustizia e tu decida di riprovarci perchè non puoi startene con le mani in mano.
Infine, succede che qualcuno legga il tuo articolo e inviti la tua amica a Rai3 per parlare del padre, di come è morto e di come sono morti migliaia di operai dell’amianto. Allora ti ricordi del perchè volevi fare il giornalista e lo scrittore e che i soldi e il successo non c’entrano un cazzo
Postato 22 February 2012 alle ore 18:27:52 da gemo72
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