All’ombra della grande fabbrica

Copertina del libro All’ombra della grande fabbrica
Copertina del libro All’ombra della grande fabbrica

All’ombra della grande fabbrica” è il mio romanzo d’esordio. Il libro uscì il 6 settembre 2009 per Cicorivolta Edizioni, casa editrice che sconsiglio vivamente. Non posso dire se sia stato un flop o un grande successo poiché non mi sono stati mai comunicati i dati di vendita, ma di certo è stata è un’importante esperienza formativa che mi ha portato a conoscere moltissime persone. Inoltre, mi ha dato la consapevolezza che nella vita avrei potuto fare lo scrittore.

Com’è nato “All’ombra della grande fabbrica”

Il libro ha avuto una lunga gestazione. Infatti, prende spunto da un articolo pubblicato su Repubblica Napoli il 7 gennaio 2005 in cui raccontavo la mia vita all’ombra dell’Italsider di Bagnoli (per questo l’allora caporedattore del giornale firma la prefazione che apre il volume); la lotta con un linfoma di Hodgkin, probabilmente causato dall’inquinamento prodotto dall’impianto siderurgico; la dismissione della fabbrica e la scoperta che dalla mia finestra vedevo un pezzetto di mare.

Qualche anno dopo da quell’articolo ne trassi un racconto lungo, che scrissi per partecipare a un concorso letterario. In seguito spedii quel manoscritto a un editore di Massa Carrara, che mi esortò ad allungarlo trasformandolo in un vero e proprio romanzo. Un lavoro realizzato da un editor, ma il risultato non mi convinceva. Così, avendo capito cosa chiedeva l’editore, ci misi le mani di nuovo io e quella versione fu giudicata buona per andare in stampa.

La trama del libro

Come già accennato, il libro racconta una storia autobiografica ma non solo. Siamo a Napoli alla fine degli 80 e Stefano, un ragazzo disabile 19enne, sta andando in ospedale per una seduta di chemioterapia, mentre in città arriva la notizia che la grande acciaieria che sorge nel suo quartiere sarà chiusa definitivamente. Intanto, Marco, il suo migliore amico, apprende la novità uscendo dall’università e la sua reazione è duplice e contrastante: da un lato è contento poiché è convinto che l’inquinamento prodotto dalla fabbrica abbia fatto ammalare moltissime persone, compreso il suo amico, causandone la morte in numerosi casi; dall’altro lato è dispiaciuto per suo padre che in quel posto ci ha lavorato una vita e lo considera la sua seconda casa.

Parte da qui la narrazione degli eventi che riguardano due famiglie alle prese con problematiche diverse ma ugualmente drammatiche. E sullo sfondo del racconto c’è un quartiere ferito dal passato e senza certezze per il futuro. Una condizione disperante che condizionerà fortemente la traiettoria dell’esistenza dei due nuclei familiari.

All’ombra della grande fabbrica” è stato anche presentato al TgrCampania e dal romanzo è stata tratta la canzone “La fabbrica” cantata dalle Delirious Luminal.

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