Massimo Troisi e quell’omaggio di San Giorgio a Cremano diventato oltraggio

Luminaria natalizia dedicata a Massimo Troisi a San Giorgio a Cremano

È da ieri mattina che cerco d’immaginare Massimo Troisi mentre pronuncia la frase riportata sulle luminarie natalizie installate nella sua città per omaggiarlo: «Io non sono napoletano, sono di San Giorgio a Cremano». Me lo figuro mentre dice quelle parole e lo sento balbettare, incagliarsi su quel “Non sono napoletano”. Proprio lui che incarnava la migliore napoletanità, quella genuina e ironica che sa ridere dei suoi difetti senza piangersi addosso, non ce lo vedo rinnegare la sua essenza con tanta leggerezza.

Eppure il sindaco della cittadina in provincia di Napoli, Giorgio Zinno, sostiene che quella frase l’attore e regista scomparso 25 anni fa l’abbia pronunciata davvero, ma intanto sul web io quell’intervista non l’ho trovata. Ma il problema non è tanto se Troisi abbia detto o meno quelle parole, ciò che stona è il fatto di averle proposte come una delle sue migliori uscite, quando era solo un commento ironico relativo a un’affermazione fatta da una collega.

L’intervista di Massimo Troisi alla Rai

Infatti, Giorgio Zinno in un comunicato stampa ha spiegato che Massimo Troisi, durante un’intervista alla Rai, invitato a esprimersi su una dichiarazione di Sophia Loren, che si era definita napoletana e non italiana, avrebbe risposto: «E io non sono napoletano, sono di San Giorgio a Cremano». Così una battuta lanciata per far ridere, probabilmente detta per spiegare che si deve sempre essere orgogliosi del proprio luogo di provenienza, oggi viene riportata in una luminaria natalizia. Un’opera d’arte, come ha spiegato ancora il sindaco, installata per omaggiare un loro prestigioso concittadino. C’è da chiedersi, però, perché sia stata scelta proprio quella frase. Siamo sicuri che Troisi sarebbe stato contento di ritrovarsela là, fuori dal contesto in cui l’avrebbe proferita?

La domanda è lecita e il condizionale è d’obbligo, perché di quell’intervista sul web pare non ci sia traccia. Invece ce n’è una in cui Pippo Baudo chiede al comico dov’è nato e lui risponde a San Giorgio a Cremano. Poi da lì parte un irresistibile racconto di divertenti aneddoti familiari. Del resto, Massimo Troisi ha sempre sottolineato di essere nato è cresciuto in un paese in provincia di Napoli, ma non si è mai sognato di negare la sua napoletanità, come si evince dall’intervista.

Critiche e polemiche sul sindaco Zinno

È questo che fa male e che ha scatenato critiche e polemiche nei confronti del sindaco Zinno: quelle parole, messe così, non rappresentano il pensiero di Massimo Troisi. E chi non lo conosce e non sa in quale contesto le avrebbe pronunziate è portato a interpretarne male il senso, convincendosi che non fosse fiero di essere un napoletano doc, proprio lui che, per sua stessa ammissione, pensava e sognava nella lingua in uso nella città di Parthenope. Si pensi ai ragazzi, per esempio, già spettatori di continui attacchi a Napoli e ai suoi abitanti, a quali conclusioni giungerebbero apprendendo che anche il grande Massimo Troisi denigrava la città che ha contribuito a renderlo famoso nel mondo?

Perciò, non capisco la reazione del sindaco Giorgio Zinno, che sempre nel comunicato diffuso ieri parla di polemiche strumentali contro la sua Amministrazione. A me sembra molto più strumentale riprendere una frase detta da una persona che non c’è più e schiaffarla su una luminaria senza spiegarne il senso, stravolgendone l’essenza. Più che un omaggio a Massimo Troisi, mi è sembrato un oltraggio all’uomo che è stato.

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