Massimo Troisi 25 anni fa ci lasciava senza un pezzo di cuore

La fotografia di Massimo Troisi che è appesa al muro della mia stanza

Questa immagine di Massimo Troisi, incorniciata come fosse un quadro, è appesa alla parete della mia stanza da almeno 20 anni. E non sta lì come uno dei tanti poster di idoli che tappezzano le stanze dei ragazzi, anche perché io non sono più un ragazzo da molto tempo. Ma quella foto sta lì insieme ad altre che immortalano alcuni dei miei amici più cari. Perché Massimo Troisi, per me e per tutti quelli che vivono Napoli in maniera viscerale, più che un personaggio famoso, era un amico. Una persona cara che 25 anni fa ci ha lasciato, portandosi via un pezzo di cuore. Ed è difficile vivere tutto questo tempo senza un pezzo di cuore.

Chissà cosa avrebbe detto Massimo Troisi se fosse vivo

In questi anni chi ha amato davvero Massimo Troisi, e sono tanti, si è sempre chiesto, ogni volta che succedeva qualcosa d’importante a Napoli, cosa avrebbe detto l’attore e regista al riguardo. Così, quando la squadra di calcio è fallita ed è dovuta ripartire dalla Serie C, si è domandato cosa si sarebbe inventato per poter ridere anche di quella disgrazia sportiva. E ancora, quando un personaggio come Luigi De Magistris è diventato sindaco della città, abbiamo immaginato come avrebbe commentato un simile evento.

Lui che sembrava così distante dalle cose della politica, poi in realtà, quando veniva sollecitato sull’argomento, aveva delle uscite fantastiche. Coma quando, in una puntata di “Domenica In” raccontò a Pippo Baudo che Umberto Bossi, capo della Lega Nord, in casa nascondeva i dischi di Peppino Di Capri perché in fondo i napoletani gli piacevano. Chissà oggi cosa direbbe ascoltando Salvini lodare i suoi concittadini. E chissà quale paradosso s’inventerebbe per spiegare il surreale comportamento di certi napoletani che quel signore l’hanno pure votato.

Ovviamente, tutte queste domande resteranno senza risposta, ma ci resta almeno il conforto che il nostro Massimo si è risparmiato il dolore di vedere certe cose che stanno caratterizzando questa brutta fase della sua città.

L’iniziativa de “La Radiazza”

Per celebrare i 25 anni dalla scomparsa di Massimo Troisi oggi in città ci saranno diverse iniziative. Tra queste, mi è piaciuta quella messa in campo dalla trasmissione di Radio Marte, “La Radiazza”, condotta da Gianni Simioli. Lo speaker, insieme al consigliere dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, ha dato il via al contest “Massimo… come me”, invitando gli ascoltatori a rifare una scena dei film di Troisi. In pratica, si tratta di girare un breve video, al massimo due minuti, in cui si reinterpreta la sequenza di una delle pellicole del comico napoletano a cui si è più affezionati. La raccomandazione è di non imitare Massimo, ma di recitare le battute con la massima naturalezza possibile.

Tutte le clip che arriveranno alle pagine Facebook de “La Radiazza”, di Radio Marte o di Gianni Simioli saranno messe insieme e andranno a comporre un corto che poi sarà proiettato in uno dei cinema cittadini. Mi è sembrato il modo più bello di ricordare Troisi, coinvolgendo il pubblico che l’ha amato e che ancora lo porta nel cuore. E magari tiene una sua foto in casa, come si tiene quella di un amico.

“Massimo… come me”, “La Radiazza” e il Sindaco di San Giorgio a Cremano lanciano l’iniziativa: chiunque può inviare un…

Pubblicato da Gianni Simioli su Lunedì 3 giugno 2019

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