Napoli: Ferrari, parcheggi per disabili e le deroghe che qualcuno si concede

A Napoli una Ferrari sul parcheggio riservato ai disabili

In queste ore a Napoli si sta consumando l’ennesima polemica, ovviamente alimentata da post e commenti pubblicati sui social network. Stavolta a far discutere è un video che mostra una Ferrari in sosta su un’area riservata ai disabili, mentre il proprietario è ancora al volante dell’auto. Una clip girata da un amico del ferrarista, un noto ristoratore napoletano, che è finita sul profilo Facebook di quest’ultimo. Poi il filmato è stato segnalato al consigliere regionale, Francesco Emilio Borrelli, che lo ha allegato a un post pubblicato sulla sua pagina del social network, in cui attacca duramente il ristoratore.

Sarebbe bastato rispondere con delle scuse, magari aggiungendo qualche informazione sulla propria persona, utili a far capire di chi si stava parlando, per spegnere le polemiche. E invece Pino Bozza, questo il nome del proprietario del ristorante “Antonio La Trippa” ai Colli Aminei, ha controbattuto con due video in cui sostiene di essersi fermato su quello stallo pochi minuti, spiega di essere un imprenditore che dà da mangiare 200 persone e racconta di essere una persona che si spende per i bimbi disabili. Infine, insulta il consigliere Borrelli, colpevole di averlo infangato e di non occuparsi dei problemi veri di Napoli.

Questo #video che ci è stato segnalato mostra tutta l'inciviltà di un individuo che, a bordo di una Ferrari, non si fa scrupolo di parcheggiare nell'area riservata alla sosta delle auto dei #disabili lungo via Domenico Morelli. Il facoltoso conducente, evidentemente, si sente il padrone della città. Tra l'altro, dal video non si evince con sicurezza, ma l'auto sembra non avere la targa anteriore esposta così come prescritto dall'art. 100 del Codice della Strada

Pubblicato da Francesco Emilio Borrelli su Domenica 7 aprile 2019

Lo scontro a “La Radiazza”

E così è nata la solita disputa tra quelli che difendono l’imprenditore magnanimo, che in fondo non ha fatto nulla di male, e coloro che stanno dalla parte del paladino della giustizia, che ogni giorno bacchetta chi è fuori dalle regole e dalla legalità senza guardare in faccia a nessuno.

E a nulla è valso il tentativo di Gianni Simioli, conduttore del programma radiofonico “La Radiazza”, con il quale collabora Borrelli, di mettere a confronto i due durante una diretta telefonica. Bozza ha chiesto scusa per aver sostato sull’area riservata ai portatori di handicap, ma ha continuato ad accusare il consigliere di averlo infangato senza sapere nulla di lui. Dal canto suo, il politico ha di nuovo definito il ristoratore un incivile con atteggiamenti camorristi.

A Napoli si deve partire dalle piccole cose

Insomma, si tratta di una brutta vicenda di cui, mai come in quest’occasione, posso parlare con cognizione di causa non solo perché sono disabile e so perfettamente cosa vuol dire trovare occupato il posto a me riservato anche solo per pochi minuti; ma anche perché di questa vicenda conosco entrambi i protagonisti. Infatti, da un anno e mezzo seguo quotidianamente l’attività di Borrelli, da cui spesso prendo spunto per i miei articoli. So che è costantemente in mezzo alla strada per denunciare le piccole grandi illegalità di cui è piena la città.

È diventato famoso per la sua battaglia contro i parcheggiatori abusivi, ma non si limita a quello. Con lui non sta tranquillo chi deposita i rifiuti fuori orario o in luoghi non consoni, chi parcheggia in doppia fila o in divieto di sosta, ma neanche chi va in motorino senza casco. Spesso gli contestano che Napoli ha problemi più gravi e che di quelli dovrebbero occuparsi i politici; e lui risponde che invece è giusto partire anche dalle piccole cose, che solo così si può creare una coscienza civile. E io sono d’accordo con lui. Poi si può discutere il metodo e le finalità, ma chi ne contesta il principio, è intellettualmente disonesto.

L’imprenditore magnanimo che si è fatto da solo

Dunque, so chi è Borrelli e come lavora, ma conosco anche Pino Bozza: ho mangiato al suo ristorante e mia sorella ha frequentato la scuola alberghiera con lui. So che viene dalla difficile periferia nord della città, che ha creato da solo la sua fortuna e che la Ferrari con cui va in giro se l’è sudata. E posso anche testimoniare la sua intensa attività di beneficenza in favore dei bambini disabili.

Per questo mi è dispiaciuto scoprire che proprio lui abbia parcheggiato su quelle strisce gialle, lui che più di altri dovrebbe essere sensibile a certi problemi. Se non avessi saputo chi era, probabilmente gliene avrei scritte anch’io quattro, soprattutto dopo aver visto i due video in cui insulta Borrelli e a sua difesa tira in ballo argomenti che nulla c’entrano con la questione: “Sono rimasto pochi minuti”; “Io ho 200 dipendenti sotto di me”; “Io faccio beneficenza per i bambini disabili”; “Se avessi sostato con una Panda, nessuno mi avrebbe detto nulla”.

In questa città bisogna imparare che le regole vanno sempre rispettate e nessuno può concedersi deroghe, che sia un facoltoso imprenditore o un operaio di quinto livello; che abbia sotto il culo una Ferrari o una Panda; che sia più o meno impegnato socialmente. Anzi, chi si prodiga per gli altri dovrebbe avere più a cuore il rispetto per il prossimo e sapere che quello vale più di tante beneficenze.

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