Gli EPO in viaggio con “Enea” |Video

Epo presentano Enea il nuovo album

È uscito venerdì 1° marzo “Enea”, il nuovo disco degli Epo.  Arrivati al quinto album della loro carriera quasi ventennale, i cinque della band partenopea hanno completato un viaggio iniziato tre anni fa e che ha prodotto undici brani, che tengono fede al loro stile melodico-nostalgico.

Un viaggio geografico cominciato sulle spiagge leccesi e terminato a Roma, ma con il cuore inesorabilmente legato a Napoli; l’itinerario musicale, invece, parte dal Pino Daniele di “Vai mo” per raggiungere l’Islanda dei Sigur Ros. Come sempre, il tentativo è quello di coniugare la tradizione della musica popolare napoletana con i suoni post-rock dell’Europa del nord. Insomma, un disco che unisce meridione e settentrione, e il risultato è gradevole ed elegante.

Il viaggio degli Epo in undici canzoni – prima parte

Lo stesso titolo dell’album, “Enea”, è un omaggio al viaggio. E il cammino degli Epo inizia con “Addò staje tu”, che racconta di un Dio che dice di essere presente, anche se non si vede e non si sente. Si prosegue con “’A primma vota”, ritratto di una generazione alle prese con un mondo che va troppo veloce, dove non si riesce più a godere delle cose semplici. Nella terza traccia, “Nun ce guardammo arete”, in cui i riferimenti a Pino Daniele sono tangibili, c’è lo smarrimento di chi ha avuto troppe delusioni per guardare serenamente al passato, mentre il presente è una notte che soffoca.

Si passa così a “Dimmello mo’”, probabilmente dedicata a una persona che non c’è più e a cui si chiede una rassicurazione sul fatto che c’è ancora una speranza per andare avanti. E poi c’è “Luntano”, che racconta la fatica e i sacrifici che si fanno per arrivare dove vogliamo, mentre per strada si perdono delle cose.

la seconda parte del viaggio

La seconda parte dell’album si apre con “Damme ‘na voce”, una canzone d’amore che racconta la storia tormentata di una coppia che vive di momenti e non ha certezze sul futuro. Mentre il settimo brano, “Sirene”, è il canto di un pescatore, che vive in simbiosi con il mare e da esso dipende la sua vita. Si prosegue con “Auciello”, dove il protagonista è un cardellino che è volato via e si è perso nella notte tra i vicoli di Napoli. “Malammore”, invece, è un grido di dolore di un uomo che è stato di nuovo abbandonato, probabilmente perché la persona che ama è spaventata da quel sentimento.

Si parla ancora di un amore infelice in “Ombra si’ tu”, in cui stavolta la persona amata è cambiata a tal punto da non riconoscerla più. Il disco si chiude con “Appriesso ‘e stelle”, singolo lanciato un anno fa, accompagnato da un videoclip, che è il manifesto di una generazione di artisti underground: sempre di corsa a inseguire un sogno senza arrendersi mai, nemmeno quando si cade e sembra che si stia combattendo una guerra, sprovvisti di armi idonee.

In conclusione, si può dire che si tratta di undici canzoni ispirate ma non facili d’assimilare, e che richiedono un ascolto attento.

Gli Epo presenteranno “Enea” a Napoli il 16 marzo

“Enea” (etichetta SoundFly) è già disponibile in cd, vinile e su tutti gli store digitali, ma gli Epo presenteranno al pubblico partenopeo il loro ultimo lavoro discografico solo sabato 16 marzo ore 22. Infatti, è fissato per quella data il live che la band napoletana terrà al Common Ground di via Scarfoglio 7d (Agnano). In quell’occasione gli Epo si esibiranno con la formazione attuale: Ciro Tuzzi (autore, voce e chitarra), Michele De Finis (chitarra elettrica), Jonathan Maurano (batteria), Gabriele Lazzarotti (basso), Mauro Rosati (piano e tastiere). Il giorno prima il gruppo suonerà all’Angelo Mai di Roma.

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