Roberto Saviano vince a Berlino, ma molti non esultano

Roberto Savioano con il gruppo di attori de Paranza dei Bambini

Roberto Saviano premiato al Festival del Cinema di Berlino per la sceneggiatura de “La paranza dei bambini”. E con lui vincono l’Orso d’argento gli altri due sceneggiatori: Maurizio Braucci e Claudio Giovannesi, che è anche il regista del film tratto dall’omonimo libro dello stesso Saviano. Dovrebbe essere una bella notizia per l’Italia e il cinema italiano, invece anche questo riconoscimento è motivo di scontro e polemiche, soprattutto sui social network.

Così, dopo la vittoria di Mahmood al Festival di Sanremo e le sequenze su uno sbarco di migranti nell’ultimo episodio del Commissario Montalbano, ora il popolo degli haters ha un altro bersaglio contro cui scagliarsi. Ma nel caso dello scrittore e giornalista napoletano era un fatto ampiamente prevedibile.

Roberto Saviano personaggio divisivo

Questo perché Roberto Saviano è un personaggio su cui i giudizi del pubblico si dividono fin dall’uscita di “Gomorra”, il libro che gli ha regalato il successo, ma anche tanti problemi. Da quel romanzo-inchiesta, che ha venduto milioni di copie nel mondo, sono stati tratti prima un film e poi una serie tv di successo. Opere che hanno fatto guadagnare all’autore tanti soldi, ma che gli hanno attirato addosso anche le minacce della camorra: per questo da anni vive sotto scorta.

Infatti, Saviano prima nel libro e poi nelle sue trasposizioni in immagini racconta i traffici illeciti dei clan di Napoli e provincia. Mentre ne “La paranza dei bambini” narra di un gruppo di ragazzini che inizia la carriera criminale. Insomma, Roberto Saviano nelle sue opere, ma anche negli articoli giornalistici e nelle trasmissioni televisive a cui partecipa, parla prevalentemente di criminalità organizzata: n’è ossessionato, come confessò lui stesso agli inizi del suo successo.

Roberto Saviano criticato e odiato

La racconta talmente bene che molti lo accusano di rendere i criminali personaggi affascinanti, istigando i ragazzi a imitarli. Un’altra accusa che gli viene rivolta è di sputtanare Napoli, guadagnando sui suoi problemi: basta leggere i commenti dei lettori all’articolo che gli ha dedicato Il Mattino per rendersi conto di quanto odio attiri su di sé Roberto Saviano.

Del resto, la stessa critica dovette sopportarla anche il buon Pino Daniele, quando agli inizi della sua carriera cantava la città decadente: “Napule è ‘na carta sporca e nisciuno se ne ‘mporta“. Oggi, invece, il “Nero a metà” tutti lo compiangono e nessuno più oserebbe chiamarlo sciacallo.

Ovviamente, Saviano ha anche tanti estimatori, gente che non manca di sostenerlo sui suoi canali social, che spesso diventano terreno di scontro tra gli haters e i fan dello scrittore.

Roberto Saviano odiato per le sue posizioni politiche

Ma Roberto Saviano viene criticato e odiato soprattutto per le sue posizioni politiche. Infatti, più volte negli ultimi tempi ha attaccato Matteo Salvini per le sue azioni di cotrasto all’immigrazione, schierandosi dalla parte delle Organizzazioni non governative che raccolgono i migranti alla deriva portandoli in salvo. Lo stesso premio berlinese ha voluto dedicarlo «Alle Ong che salvano le vite in mare, ai maestri di strada che salvano le vite degli ultimi nei quartieri popolari» (fonte Repubblica).

Tanto è bastato per attirarsi addosso l’ennesima pioggia di critiche e insulti. I sovranisti salviniani, quelli che difendono tanto gli italiani e il made in Italy, non possono sopportare che un premio tanto importante lo porti a casa un “italiano dissidente”, uno che ha definito il loro capitano “ministro della malavita” e che da quel palcoscenico ha rivolto un pensiero a chi sta dalla parte dei migranti. Perciò bisogna attaccarlo, insultarlo, sminuire il premio che gli è stato assegnato. Lo fanno ogni giorno con chiunque non si allinei con il loro pensiero. L’obiettivo è sempre lo stesso: distruggere le eccellenze che danno fastidio, mentre l’Italia affonda in un mare di mediocrità.

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