Gestire i personaggi di una storia

Gestione dei personaggi di una storia

La gestione dei personaggi di una storia è un altro aspetto fondamentale quando si scrive un racconto o un romanzo. E anche in questo caso il talento è importante e aiuta, ma conoscere alcune regole e trucchi del mestiere può evitare di cadere in una serie di errori.

Nella creazione di un personaggio non basta assegnargli un nome, un ruolo e descriverlo fisicamente; ma bisogna curare tutta una serie di sfumature che renderanno quel personaggio vivo e reale, tanto che alla fine della storia al lettore sembrerà di conoscerlo intimamente al punto da sentirne la mancanza.

Scelta dei personaggi di una storia

Come ho già scritto in altri post, a meno che non siate dei geni della letteratura, prima di mettersi a scrivere un testo bisogna prevedere una fase di progettazione. E di questa fase fa parte anche la creazione dei personaggi di una storia. Innanzitutto, si deve deciderne il numero (ovviamente sto parlando dei protagonisti), tenendo presente che più personaggi abbiamo e più la faccenda si complica. Quindi, per una storia breve sarà meglio limitarsi a due o tre, mentre per un romanzo si può arrivare ad averne cinque o sei.

Stabilito il numero, passiamo alla definizione dei singoli personaggi di una storia. Ricordiamoci che siamo ancora in fase di progettazione e in quest’ambito può essere utile (lo consiglio vivamente) scrivere una breve biografia di ogni protagonista della nostra storia. Stabiliamo nome, età, professione, caratteristiche fisiche e psicologiche. Soprattutto, definiamo uno o due caratteristiche che lo contraddistinguono: un tic, un difetto fisico, un vezzo o un intercalare. E poi diamogli un passato, segniamo anche eventi che, anche se importanti, magari nella storia non rientreranno. Insomma, prima di mettersi a scrivere la storia che vivranno quei personaggi, bisogna che sappiamo tutto di loro, anche cose che al lettore non interessano e che non scoprirà mai.

Questione di coerenza

Scritte le singole biografie, durante la fase di scrittura dovremmo tenerle sempre presenti e consultarle per non incorrere in problemi d’incoerenza. Infatti, uno degli errori più comuni che può commettere uno scrittore, che ha saltato la fase di progettazione, è di definire un personaggio in un certo modo all’inizio della storia e poi fargli assumere comportamenti completamente opposti nel seguito del racconto. Per capirci: se il mio protagonista è un ragazzo timido e introverso, non posso pensare che incontri una ragazza, si dichiari e la conquisti nel giro di una sera. E nemmeno nel giro di pochi giorni (incongruenza psichica). Come non è possibile che un uomo in sovrappeso insegua un pallone agevolmente e non avere nessuna conseguenza a fine corsa (incongruenza fisica).

Definizione e descrizione dei personaggi di una storia

Stabilito che prima di mettersi a scrivere la storia vera e propria c’è bisogno di una fase di progettazione nella quale elaboreremo anche brevi biografie dei singoli personaggi, vediamo da dove prendere spunto per la loro creazione.

Il consiglio è di ispirarvi a persone che conoscete bene, ma a volte può essere problematico trasformare in personaggi letterari i nostri amici e conoscenti. Allora può essere una buona soluzione mescolare un po’ le carte e creare “figure puzzle”, attribuendo a un personaggio caratteristiche fisiche e psichiche, nonché elementi biografici “rubati” a diverse persone reali. Anche per questo è importante appuntarsi tutto e tornare a quelle note durante la fase di scrittura della storia.

Per quanto riguarda la descrizione dei personaggi di una storia, il consiglio è di evitare noiosi elenchi di elementi estetici:

“Si era seduto al bancone del bar a bere il suo caffè. Era alto, snello, aveva capelli e occhi scuri e un paio di baffi folti”.

Si può ottenere la stessa descrizione, raccontando le azioni compiute dal personaggio:

“Si era avvicinato al bancone del bar e aveva chiesto un caffè, poi si era accomodato sullo sgabello senza bisogno di montarci su: alto e magro, gli era bastato piegarsi leggermente per sedersi. Mentre aspettava che gli venisse servito il caffè, si specchiò nella vetrina dei dolci che aveva lì accanto per sistemarsi la chioma scura un po’ arruffata. E quando il barista gli mise davanti la tazzina contenente il liquido caldo, se la portò alla bocca per sorseggiarlo e strabuzzò gli occhi neri, sorpreso dalla temperatura troppo alta. Poi afferrò un fazzolettino di carta dal contenitore che era sul bancone, si asciugò i folti baffi e, quasi sussurrando, chiese al barista se quello fosse un caffè sospeso”.

Un lavoro impegnativo

Ovviamente, la seconda versione è molto più lunga, ma anche più funzionale. Innanzitutto, teniamo viva l’attenzione del lettore descrivendo una scena di movimento; poi gli forniamo anche informazioni sulle sembianze fisiche e sul carattere del protagonista della scena, senza annoiarlo con statiche descrizioni. Naturalmente, è un lavoro più complesso e impegnativo, ma è anche questo che fa la differenza tra uno scrittore e qualcuno che semplicemente racconta una storia.

Vi lascio con un link che rimanda a una pagina Wikipedia che elenca i più famosi personaggi letterari.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *