Aldolà Chivalà torna con “Spostati un po’” e festeggia 10 anni di musica

Aldolà Chivalà Spostati un po'

Aldolà Chivalà torna con “Spostati un po’”, il nuovo album pubblicato a dieci anni di distanza dal suo esordio. Anche se parlare di “ritorno” non è proprio corretto, perché loro due ci sono sempre stati. Infatti, il duo più “pariante” dello scenario underground napoletano in questo decennio non ha smesso di portare in giro nei locali e nelle piazze della Campania “Discontinuo”, il disco con cui si fece conoscere dal pubblico nel 2009.

Ora Aldo Laurenza, poeta “improvvisatore”, e Mauro Romano, produttore musicale, escono con otto tracce (sei inediti, un remix e un brano ripescato) che confermano lo stile che li ha contraddistinti in tutti questi anni: musica elettronica su cui i testi vengono recitati più che cantati.

Le nuove canzoni di Aldolà Chivalà

Anche nei contenuti le nuove canzoni di Aldolà Chivalà riprendono le tematiche care al duo partenopeo: il disagio esistenziale, l’omologazione della società, la banalizzazione dei sentimenti, il rifiuto delle responsabilità. Testi in lingua napoletana che sono una critica feroce a questa epoca, ma senza rinunciare all’ironia che strappa sorrisi amari, mentre si balla e si suda su ritmi elettro-dance.

Così, il disco si apre con “Deejay”, brano che scherza (fino a un certo punto) sul proliferare di disk jockey un po’ ovunque e in qualunque occasione. La seconda traccia, “Chi è stato?” riflette sul vizio, tutto italiano, di voler trovare un colpevole per ogni problema, piccolo o tragico che sia. E alla fine, gira che ti rigira, il fetente è sempre lui: lo Stato visto come entità astratta. Quindi, in conclusione il colpevole non si trova mai.

Si prosegue con “L’aperitivo” – protagonista il sax di Daniele Sepe – una canzone che prende in giro quelli che qualunque cosa succeda, anche un’emergenza, hanno comunque una certezza: alle sette di sera c’è sempre un aperitivo a cui partecipare. In “Coitoff” e “Scorci di pensiero” si riflette sulla frenesia della società moderna, dove le persone si affannano a fare mille cose senza portarle a termine (“coito interrotto”) e a fine giornata tutto si confonde: le immagini e le emozioni vissute diventano “Scorci di pensiero”.

Nella sesta traccia ci si chiede se sia nato prima l’uomo o la musica e Aldolà Chivalà non ha dubbi: “Primme ‘a musica”. Nel pezzo “Amò” torna a suonare Daniele Sepe (brano già inserito nell’album del sassofonista intitolato “Capitan Capitone e i fratelli della costa”), che fa da colonna sonora a una storia d’amore nata a piazza Bellini (luogo del centro storico simbolo della movida napoletana) e che va avanti tra Tennent’s mandate giù come acqua fresca e analisi del sangue dai valori alterati.

Il disco si chiude con l’ottava traccia, la versione remix di “Deejay” realizzata da Denny Caputo: quasi un invito a buttarsi in una pista virtuale per ballare tutta la notte.

E i fan di Aldolà Chivalà potranno scatenarsi con loro tutta la notte venerdì 1 marzo. Infatti, il duo presenterà il nuovo album allo Zero81 di largo Banchi Nuovi, Napoli. Inizio live ore 22.30.

Aldolà Chivalà e quel genere venuto dagli States

Come spiega lo stesso duo, il genere a cui appartiene la musica di Aldolà Chivalà è nato negli States. A metà degli anni 80, Marc Smith, un operaio e poeta, organizza in alcuni locali di Chicago le prime competizioni di Poetry Slam: gare in cui i poeti si sfidano proponendo i propri versi, recitati a ritmo cadenzato. E per aggiudicarsi la sfida i concorrenti devono riuscire a scuotere il pubblico con le loro parole su un tema libero o imposto. Infatti, il nome “Poetry Slam” deriva dall’espressione “slam a door” (sbattere una porta), quindi il poeta in gara dovrà suscitare nel pubblico grosse reazioni emotive, come se lo prendesse a schiaffi con i suoi versi. E a decretare il vincitore sarà una giuria selezionata tra lo stesso pubblico.

Per chi volesse approfondire, il riferimento per gli appassionati del genere nel nostro paese è la Lega Italiana Poetry Slam (LIPS).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *