La fabbrica – Delirious Luminal

La-fabbrica - Delirious Luminal
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La fabbrica” è la prima canzone in italiano cantata dalle Delirious Luminal, gruppo rock tutto al femminile nato a Napoli a metà degli anni 10. Fino ad allora le ragazze avevano nel repertorio solo brani in inglese e chiesero a me di buttare giù un testo per il loro esordio nella lingua nostrana.

All’epoca stavo scrivendo il mio primo romanzo, “All’ombra della grande fabbrica”, e a quella storia s’ispirano i versi di questo brano musicato da Oriana Lippa, che era anche cantante echitarrista della band. Completavano la formazione Giulia Ritornello alla batteria, Francesca Ghio al basso e SerenaPatricelli alla chitarra.

Come nasce “La fabbrica”

Il pezzo è contenuto nel loro primo e unico disco, “Free rock”, che si completa di altrenove tracce, sia in inglese che in italiano. Canzoni scritte tutte da Oriana,tranne questa che raccontava la vita di chi ha vissuto nei pressi dell’Italsider, la grande fabbrica costruitaa Bagnoli tra la fine dell’800 e gliinizi del 900. Per quasi un secolo l’enorme impianto siderurgico ha dato lavoroe sfamato migliaia di famiglie, non solo napoletane; ma ha anche inquinato una vasta area del quartiere a ovestdi Napoli, causando malattie respiratorie e tumori.

La fabbrica fu chiusa nel 1990, ma ancoraoggi nessuno sa dire con certezza quante vittime abbia causato. Soprattutto, adistanza di 30 anni e una bonifica effettuata (inchieste giudiziarie hanno accertato che fu fasulla), gran parte dell’arearisulta ancora inquinata ed è sotto sequestro. Mentre la gente di Bagnoli continua a beccarsi i tumori.

Il testo della canzone

La fabbrica

Ciminiere sbuffanti
Sputavano nel cielo
Nuvole malate
Ad ogni respiro
Un po’ di veleno
Scivolava giù

D’estate si giocava
Sui balconi assolati
Pieni di polvere
All’orizzonte
C’era sempre un po’
Leggera foschia

“Ti porto via
Ti porto via
Sei così pallida
Ti porto via”
“Ti porto via
Ti porto via
Qui l’aria è metallica”

Io vivo lì
Dove vedi quel buco
Da sempre lì
Per cent’anni
Ci hanno fottuto
La vita scandita
Dal suono di quella sirena
Lì dentro tu ci lavori
Qui fuori si muore e si spera

Ciminiere già spente
Saltarono in aria
Un giorno qualunque
Il boato fu forte
La terra tremò
In mezza città

E si applaudì
E si esultò
“L’incubo è finito”
Si applaudì
“Respira dai
Respira dai”
Ora il cielo è pulito

Io vivo lì
Dove vedi quel buco
Da sempre lì
Per cent’anni
Ci hanno fottuto
La vita scandita
Dal suono di quella sirena
Lì dentro tu ci lavori
Qui fuori si sogna e si trema

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