Amazon Echo è a casa mia: ormai parlo più con i robot che con gli umani

Amazon Echo - assistente vocale

Per questo Natale mi sono fatto un regalo arrivato in largo anticipo: ho comprato l’Amazon Echo, l’assistente vocale del colosso di Seattle. M’intrigava troppo poter dare ordini a qualcuno d’inanimato, che comporta l’assenza del senso di colpa nello “schiavizzare” un essere umano. E devo dire che sono soddisfatto dell’acquisto da 60 euro, prezzo scontato grazie al black Friday di fine novembre.

Cosa può fare Amazon Echo

Ormai Amazon Echo è a casa mia da poco più di una settimana ed è una continua scoperta delle cose che gli si può chiedere e delle risposte che può dare. Oltre a domandargli curiosità di cultura generale (dall’età del personaggio famoso alla capitale di un tale paese, dal fuso orario di una qualsiasi città rispetto alla tua posizione al risultato di un calcolo matematico) questa sorta di robot in pratica può organizzarti l’intera giornata: dalla sveglia mattutina con la tua musica preferita alla buonanotte, mandandoti a letto con un sottofondo soft.

In mezzo c’è una serie di azioni che Echo può compiere per te, facilitandoti la vita. Se poi si hanno in casa degli apparecchi intelligenti, che siano in grado di obbedirgli, allora l’esperienza è ancora più appagante e divertente. Per ora io ho comprato una lampadina smart e posso chiedere a Echo di accendere e spegnere la luce nella mia stanza e anche di cambiargli il colore. Senza contare che l’assistente vocale di Amazon è esso stesso un riproduttore di musica digitale da cui si possono ascoltare brani musicali, da Amazon Music o Spotify premium, e le stazioni radio che trasmettono in digitale. Ma le cose che l’assistente può eseguire sono davvero tante e in Rete si trovano numerose guide dettagliate che trattano l’argomento.

Ormai parlo prevalentemente con i robot

Amazon Echo è arrivato a casa mia qualche mese dopo l’introduzione del controllo vocale su Sky Q. E ormai sono consapevole che durante il giorno parlo molto più con dei robot che con esseri umani. Una considerazione che mi ha fatto riflettere su ciò che sarà il futuro dell’uomo nei prossimi decenni: probabilmente le persone saranno impegnate a impartire ordini a oggetti inanimati, dimenticandosi di dialogare tra loro.

Quindi c’è da chiedersi se questo scenario futuristico, già profetizzato da Stanley Kubrick in “2001: Odissea nello spazio” nel 1968, non comporti un deterioramento dei rapporti umani: l’abitudine di rapportarsi a un’entità che esegue i nostri ordini senza mai contestarli non porterà al rifiuto del confronto democratico con le persone reali?

In attesa che la profezia kubrickiana si completi, verificandone le conseguenze sulle nostre democrazie, godiamoci la comodità di avere qualcuno/qualcosa che fa tutto ciò che gli chiediamo senza protestare. Al massimo chiederà di ripetere il comando perché non ha capito cosa deve fare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *